Chiacchiere e distintivo
“Tu sei solo chiacchiere e distintivo!”. Chi non ricorda l’Al Capone (Robert De Niro), trattenuto a stento dai suoi sgherri sulla scalinata dell’albergo che lo ospitava a Chicago, esasperato dalle provocazioni e dalle sfide cocciutamente legalitarie dell’agente federale Eliott Ness (Kevin Costner)? Leggendo i commenti in coda ai post di contenuto più impegnativo, quali quelli che girano sull’eternamente irrisolta questione “Palermo” (perché in un posto dove si potrebbe vivere meglio in termini sia civili che economici ci si rassegna a sopravvivere in modo così sconfortante?), sembra di riascoltare la stessa infastidita domanda: “Ma voi, oltre che mettere a posto la vostra coscienza civile facendo analisi su ciò che non va in questa città, che avete fatto personalmente e in concreto per essa?”.
Non sarà allora il caso di raccontare queste azioni concrete (ovviamente extraprofessionali) coerenti con il nobile desiderio di migliorare la qualità della vita della propria città?
Ovviamente, anch’io non mi sottarrò a questa “autodenuncia”, magari solo per ultimo.
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