L’aereo più pazzo del mondo
La speranza colpisce al volto, soprattutto quando è assurda. La notizia arriva dall’India. Una fila lunghissima attende quotidianamente il suo turno ai piedi di un aereo. Si entra goccia a goccia. Si sorride alle hostess. Si scelgono giornali e pasticcini. Si osservano le delicate strutture della cappelliera, i finestrini, l’alloggiamento con le mascherine dell’ossigeno cui – secondo la vulgata – sarebbe deputata la facoltà di “stonare” l’utente terricolo in caso di incidente, addizionando un misericordioso oblio alla tragedia della caduta. Ha inizio lo spettacolo, siore e siori. L’addetto alla comunicazione si piazza al centro del corridoio e comincia a mulinare le dita nella segnaletica di rito. Indica procedure e uscite di sicurezza, mentre il raschio di una voce dell’altoparlante ammonisce, avverte, tranquillizza. Quest’ultima fase è di solito scavalcata a piè pari dai passeggeri di tutto il mondo che non vogliono sentire parlare di atterraggi d’emergenza, per purissima e comprensibile scaramanzia. Perciò, in contemporanea, si mettono a sbirciare la prima rivista capitata sottomano, manco fosse un testo sacro. A Nuova Dehli non accade. Ogni attimo è seguito con instancabile voluttà. Le braccia in movimento delle hostess – agli occhi della folla – sono segmenti di un’esperienza imperdibile. Alla fine dei giochi, l’aereo decolla. Continua »
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